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MioLink.it — Press AI

Notizie ricercate, elaborate e riscritte con l'aiuto dell'AI: non un solo modello che fa tutto, ma una piccola redazione di modelli specializzati, ognuno con il proprio ruolo.

STATOOnline
PUBBLICATO10 maggio 2026
STACKWordPress · n8n · Ollama · Automazione

MioLink.it è nato per testare fino a che punto un flusso editoriale possa essere assistito dall'intelligenza artificiale senza perdere di vista la qualità. Invece di affidare tutto il lavoro a un solo modello con un solo prompt generico, ho costruito qualcosa che somiglia più a una vera redazione: ogni fase del lavoro giornalistico ha un modello AI dedicato, con un proprio ruolo, un proprio "profilo" e un compito specifico — un po' come in una redazione vera, dove il cronista non fa il lavoro del fact-checker e il direttore non scrive gli articoli.

La redazione, ruolo per ruolo

Il flusso è orchestrato con n8n e si muove attraverso otto passaggi, ognuno affidato a un modello scelto in base al compito — tutti modelli open eseguiti in locale con Ollama, non servizi a pagamento:

Workflow n8n della redazione AI di MioLink.it, con i ruoli assegnati a ogni modello

Separare i ruoli in questo modo ha un motivo preciso: un modello ottimizzato per scrivere in italiano in modo scorrevole non è necessariamente affidabile nel verificare fatti, ed è il motivo per cui il fact-checking è affidato a un modello diverso, più "tecnico", il cui unico compito è confrontare l'articolo con le fonti — non riscriverlo, non giudicarne lo stile, solo controllarne la veridicità rispetto a ciò che è stato raccolto.

Prima della scrittura: raggruppare

Con una venticinquina di fonti in ingresso, la stessa notizia arriva quasi sempre in più copie, raccontata da testate diverse. Il primo lavoro della redazione non è scrivere ma raggruppare: le voci che parlano dello stesso fatto vengono unite in un solo cluster, così i passaggi successivi lavorano su una notizia e non su dieci varianti della stessa. È anche il punto in cui si decide cosa non merita un articolo — la maggior parte di ciò che entra si ferma qui.

Una redazione che gira su un PC

Non c'è nessun servizio AI a pagamento dietro MioLink. Tutti i ruoli sono modelli open eseguiti in locale con Ollama — Llama, Mistral, Qwen, Gemma, usati un po' tutti a seconda del compito. Il flusso n8n gira sul mio PC: parte quando apro n8n o lo lancio a mano, ed è scritto per essere spostato tal quale su un server e girare da solo. Il costo di produzione di un articolo, con i suoi otto passaggi di modello, è quindi zero — a parte la corrente del computer acceso. È anche una prova concreta: una redazione automatizzata completa non ha per forza bisogno di API costose, bastano hardware normale e modelli che ci girano sopra.

Perché n8n e WordPress

Tutta l'orchestrazione vive in n8n: ogni nodo è un passaggio della redazione, le frecce sono il pezzo che passa da una scrivania all'altra. Averlo come flusso visivo, invece che come uno script monolitico, mi permette di cambiare un singolo ruolo — sostituire il modello del fact-checker, aggiungere una fonte RSS, spostare un controllo — senza toccare il resto. La destinazione è WordPress per una ragione pratica: è un framework che si automatizza bene. Ha un'API completa che n8n può pilotare — creare la bozza, assegnare categorie e tag, caricare l'immagine, pubblicare — e porta con sé un ecosistema editoriale già pronto (feed, SEO, archivio) che non ho dovuto reinventare.

Cosa è andato storto

All'inizio la redazione ha prodotto parecchi articoli brutti: pezzi che, strada facendo, perdevano il legame con la notizia di partenza e finivano per non avere più senso rispetto alle fonti lette. La correzione non è stata un modello migliore, ma tanti guardrail e ricontrolli aggiunti lungo il flusso — vincoli su cosa un passaggio può e non può fare, e verifiche intermedie che fermano il pezzo se si è allontanato troppo dal materiale raccolto. Un secondo problema erano le immagini di copertina: i primi modelli di generazione immagini, sempre in locale, tiravano fuori copertine senza senso; sono migliorate passando a modelli più recenti e più adatti al compito. E c'è un presidio semplice sul funzionamento: a ogni giro il flusso mi manda una mail di riepilogo, anche in caso di errore — se la mail non arriva, quello è già il segnale che qualcosa si è rotto.

I numeri, ad oggi

MioLink.it non è una demo teorica: pubblica davvero. Al momento in cui scrivo conta 35 articoli pubblicati, il primo a fine novembre 2025 e l'ultimo a fine luglio 2026, organizzati in decine tra categorie e tag, a partire da una venticinquina di fonti tech in ingresso. Il ritmo è quello di una piccola testata automatizzata: poche notizie ben lavorate, non un muro di contenuti sfornati a raffica — che è esattamente la trappola che questo progetto vuole evitare.

Com'è fatto un pezzo finito

Un articolo che esce dal flusso non è un riassunto di tre righe: è un pezzo strutturato, con un titolo, un attacco, il corpo diviso in paragrafi e le fonti da cui è partito. La lunghezza tipica è quella di una notizia di testata — abbastanza da spiegare il fatto e il contesto, non così tanta da diluirlo. Per un portale che ospita anche altri progetti, tenere MioLink su un dominio separato (miolink.it) è parte della stessa scelta: le notizie automatizzate vivono in casa loro, con la loro etichetta, senza mescolarsi con le pagine scritte a mano.

Tutto dichiarato

È il progetto più "delicato" del portale dal punto di vista editoriale, perché tocca da vicino la qualità e l'originalità dei contenuti generati con l'AI. Per questo due cose sono strutturali, non opzionali. La prima: il fact-checking è un nodo a sé, con un modello dedicato solo a quello, prima che qualunque articolo esca. La seconda: sul sito è scritto ovunque — nei testi e in banner dedicati — che i contenuti sono creati e lavorati da un sistema di AI, così che nessun lettore possa scambiarli per un lavoro di redazione umana. Trasparenza sull'uso dell'AI e controllo di verità sono le due condizioni che rendono accettabile un esperimento del genere.